Legge di stabilità. Nel 2017 l’obiettivo è far ripartire gli investimenti

Nota del Presidente Confesercenti Toscana Nico Gronchi

Le nostre imprese non hanno ancora superato il periodo di crisi: pressione fiscale, debole ripresa dei consumi e forti incertezze internazionali sono alcune delle cause del perdurare di questa situazione negativa. Esistono svariati e variegati problemi collegati alla crisi economica, ma in primis dobbiamo ricordare che ancora non è ripartita la spesa collegata agli investimenti; ciò non è avvenuto neanche nei settori economici trainanti.

In un contesto di incertezza generale, la sfida per il 2017 deve essere rappresentata dallo spostamento dagli strumenti anticrisi agli strumenti utili a far ripartire gli investimenti e per farlo occorrono incentivi e misure ad hoc; il messaggio arriva forte e chiaro anche dalla Legge di Stabilità, approvata la scorsa settimana alla Camera e adesso al Senato per l’approvazione finale, dove le agevolazioni per le imprese sono un elemento fondamentale.

Sia sul decreto fiscale, sia sul DDL Bilancio il giudizio è largamente positivo perché una volta tanto si sono messe sul serio le Imprese al centro della Politica Economica del paese nel 2017; basta considerare che dei 27 mld. di valore complessivo della manovra, 15 mld. servono a bloccare l’aumento Iva previsto e gli altri 12 sono di fatto dedicati a stimolare gli investimenti.

Viene confermato il superammortamento del 140% per l’acquisto di beni strumentali ed introdotto l’iper ammortamento del 250% per gli investimenti nel digitale. E’, inoltre, prevista la proroga della cosiddetta “Nuova Sabatini”, nonché misure in sostegno alle start up innovative. Degno di nota, l’innalzamento al 50% del credito d’imposta concesso alle imprese che investono in ricerca e sviluppo ed il blocco della tassazione locale anche per il prossimo anno. Sale, inoltre, al 30% la detrazione IRPEF sugli investimenti nel capitale di startup e PMI innovative dal 2017.

Per le nostre Imprese, oltre alle misure a sostegno degli investimenti, sono interessanti i punti inerenti alla riorganizzazione del sistema tributario e fiscale; misure che hanno l’obiettivo di rendere l’intero settore più equo, trasparente ed orientato alla crescita economica. Su questo argomento i principali cambiamenti riguarderanno gli studi di settore e la riorganizzazione/rottamazione di Equitalia.

Si ha un trasformazione degli studi di settore, da strumenti di accertamento dei contribuenti a ‘Indicatori di fedeltà fiscale’. Confesercenti, da tempo, ha chiesto il superamento degli studi di settore come mero strumento di accertamento; ciò con l’obiettivo di garantire agli imprenditori, e ad i contribuenti in generale, di accedere al regime premiale. Ed è proprio quest’ultimo, che dovrà essere rafforzato attraverso un nuovo sistema di tassazione che punti a premiare l’efficienza e la fedeltà fiscale creando in questo modo, un sistema di incentivi volto a stimolare i contribuenti ad accrescere la loro capacità produttiva al fine di abbassare la tassazione media sul reddito da loro prodotto.

Negli ultimi giorni si è parlato a lungo della trasformazione di Equitalia a seguito di quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2017; si prevede una sua ‘eliminazione’, in favore della riscossione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione. Una vera e propria rivoluzione dei ruoli. Saranno rottamabili tutte le cartelle, e non si pagheranno sanzioni e interessi. Le multe sono incluse ma in questo caso vengono ‘scontati’ solo gli interessi. Il pagamento sarà in rate, fino ad un massimo di 5; ed il 70% delle somme dovute dovrà essere versato il prossimo anno, il restante nel 2018. I contribuenti avranno tempo fino al 31 marzo 2017 per presentare la domanda di rottamazione e la comunicazione di Equitalia che conterrà l’indicazione delle somme da versare sarà recapitata entro la fine di maggio 2017.

Auspichiamo che con le misure previste dalla Legge di Stabilità vi sia una ripartenza degli investimenti ed una maggior respiro per le nostre imprese, che rappresentano il tessuto economico, sociale e culturale del nostro territorio; un patrimonio da salvaguardare e, soprattutto, sviluppare.

Stiamo lavorando poi perché anche il Turismo diventi un elemento strategico nelle scelte del Paese, lo è per Firenze, lo è per la Toscana e vorremmo che la stessa consapevolezza arrivasse fino a livello nazionale; Non ci sono misure specifiche a sostegno del Turismo e sappiamo bene che un paese riparte se ripartono tutti i sistemi fondamentali sui quali si basa, ma sappiamo anche che il Turismo, che è uno di questi è anche l’unico settore con ancora potenzialità clamorose ed inesplorate.

L’intero Paese ripartirà quando le imprese torneranno ad investire e per fare questo è necessario l’intervento della politica che ha il compito di fornire gli strumenti affinché questo accada, ma tocca a noi essere interpreti dei bisogni veri delle imprese e dei territori e a questo compito non possiamo ne vogliamo rinunciare.

Un’amatriciana per Amatrice, Confesercenti consegna i fondi al sindaco Pirozzi

Devoluti alla cittadina colpita dal terremoto 50 mila euro raccolti da Confesercenti nell’ambito dell’iniziativa insieme all’Associazione Nazionale “Città del Vino”

Martedì 22 novembre una delegazione della Confesercenti, guidata dal Presidente Massimo Vivoli, ha incontrato ad Amatrice il sindaco, Sergio Pirozzi, per consegnare i 50 mila euro raccolti grazie all’iniziativa “Un’amatriciana per Amatrice”. All’incontro erano presenti la presidente della Fiepet, Esmeralda Giampaoli, il direttore di Assoturismo, Tullio Galli ed il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, presidente dell’Associazione “Città del Vino”.

Continua la crescita delle imprese straniere

Nei primi 9 mesi del 2016, +7mila imprese non italiane rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Nonostante il boom delle imprese straniere, persistono le difficoltà per le PMI del commercio e nel commercio su Area Pubblica sorpasso degli stranieri sugli Italiani

Continua a crescere l’imprenditoria straniera nel commercio al dettaglio in sede fissa, ma il traino non basta ad invertire la tendenza alla contrazione che interessa l’intero settore. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Confesercenti, su scala nazionale, ad agosto 2016 le imprese straniere nel settore commercio sono oltre 160 mila; il 18,5% del totale con un aumento di circa 7 mila imprese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il boom di aperture da parte di imprenditori non italiani non interrompe, però, la desertificazione delle attività commerciali: il settore perde complessivamente quasi 2mila imprese, con un vero e proprio crollo delle attività in sede fissa che registrano una flessione di -5 mila negozi; tutto questo rispetto allo stesso periodo del 2015.

La crescita di imprese straniere si concentra, soprattutto, nel settore del commercio ambulante, dove si è registrato il sorpasso dei non italiani: 103 mila le straniere, ovvero il 53,1% del totale e un +4,9% rispetto al 2015.

Sia nel commercio su area pubblica che in quello in sede fissa, l’incidenza straniera si concentra maggiormente nel settore moda e tessile; anche se, a crescere più velocemente sono i negozi di frutta non italiani, in aumento dell’11,8% nell’ultimo anno.

Facendo un focus sulla regione Toscana per quanto concerne il commercio al dettaglio: dal 2011 al2015 a fronte di una diminuzione di 2.108 imprese italiane si ha un aumento di 2.227 straniere.

In Toscana, nel 2015 risultano esistenti 11.144 imprese non italiane, e l’incidenza sul totale nazionale di imprese straniere è del 7,2%. La nostra regione si colloca, così, quinta in classifica, per incidenza di imprese straniere, dietro a Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia; e distanzia, però, regioni simili per caratteristiche come Emilia Romagna e Piemonte.

E ‘incredibile constatare come ormai nel mondo del commercio di piccole o piccolissime dimensioni, - commenta Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana - gli unici segni di vitalità arrivino dagli imprenditori stranieri e la presenza di oltre 11 mila imprese a conduzione straniera in Toscana ne sono la testimonianza “.

A livello nazionale, anche dal punto di vista dell’occupazione le imprese straniere si confermano più dinamiche della media: ad agosto 2016 il settore commercio in sede fissa registra oltre 1.752.488 addetti, circa 36mila in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ma anche in questo caso, sono gli addetti delle imprese non italiane a crescere ad un ritmo superiore, +8,7% con un media del settore a +1,7%.

Le imprese straniere sono caratterizzate, però, da una longevità più bassa rispetto alla media generale; in alcuni casi si può parlare, addirittura, di aperture ‘mordi e fuggi’.

In pratica le imprese straniere crescono numericamente ogni anno, mantengono o addirittura creano occupazione, producono integrazione sociale e ancora qualcuno tenta di demonizzare questa forma di microimpresa. – conclude Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana - Certo esiste anche il lato della medaglia meno piacevole e cioè il fatto che alcune comunità straniere tendono a non integrarsi o a farlo molto lentamente, in alcuni settori specifici approfittano di norme lacunose per vendere di tutto e in altri casi il rispetto delle normative sanitarie, sicurezza sul lavoro, ecc. non sono proprio la priorità. Resta il fatto che una buona convivenza tra imprese “autoctone” e imprese straniere è e resterà forse la risposta migliore di integrazione in momenti come questo in cui il tema dell’immigrazione incombe e costringe anche il mondo delle imprese a riflessioni profonde “. 

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