Turismo: Assohotel, bene Governo su imprese alberghiere

Uno dei pochi settori in crescita, ma serve rilancio

Presidente Renzi, grazie per avere pensato a noi albergatori ed alle nostre imprese. Sicuramente, ad una persona attenta come Lei, non sarà sfuggito che, in una fase di mancata crescita del PIL, nell'ultimo trimestre, uno dei pochi settori che registra il segno più è quello dei servizi, in cui sono anche gli alberghi (bollettino Istat del 2 settembre scorso). A noi però, Signor Presidente, più che sgravi servono politiche strutturali che ci mettano nelle condizioni di competere, serve una politica che riporti gli utili nelle nostre aziende: allora sì che potremo investire, come abbiamo fatto per tanti anni, ma soprattutto potremo tornare ad assumere forza lavoro.

E’ questo l’inizio della lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio dalla presidenza nazionale di Assohotel-Confesercenti, dopo aver preso atto della proposta del Governo di inserire nella Legge di Stabilità 2017 l’ipotesi di un bonus di tre miliardi per le ristrutturazioni delle imprese ricettive alberghiere.

A noi serve – continua la lettera - una politica fiscale che riporti le aliquote in linea con i nostri principali competitors europei, una tassazione sul lavoro che ci metta nelle condizioni di competere con Germania, Francia e Spagna, una politica del credito bancario sullo stesso piano di quei Paesi. Ci servono infrastrutture che accelerino e colleghino le varie parti del Paese, aeroporti ben collegati con le stazioni ferroviarie, treni frequenti, rapidi e puliti, che colleghino il Paese in tempi Europei. A noi serve una politica di rilancio della qualità dei nostri centri urbani, delle nostre brutte periferie, una politica ambientale e paesaggistica che metta in sicurezza i territori e tuteli le ricchezze naturali di questo strepitoso Paese. Infine, Presidente Renzi, ci serve una decisa revisione della fiscalità locale (una su tutte la tassa di soggiorno). Basta guardare cosa fanno i nostri partners europei che hanno la voce "turismo" nei loro assets strategici. Gli sgravi concessi adesso servono sì al settore che, però, ha soprattutto bisogno di una nuova dieta e di un esercizio nuovo, che ne rimodelli la fisicità. Si fidi di noi imprenditori alberghieri – conclude la presidenza Assohotel - non ci confonda con gli speculatori immobiliari. Molti di noi vivono negli alberghi, che gestiscono insieme alle loro famiglie, garantendo alla loro clientela un lusso oggi raro: umanità, accoglienza, empatia. Ci faccia riscoprire il piacere di essere imprenditori in Italia.

 

Cessione impianti a marchio Esso, Faib toscana dà il benvenuto alla “Petrolifera Adriatica” auspicando rapporti positivi e proficui

Il commento di Andrea Stefanelli

Con queste parole Andrea Stefanelli, Presidente del comitato di colore della Toscana e responsabile del comitato nazionale, ha aperto i lavori dell’assemblea regionale dei gestori a marchio ESSO, tenutasi Mercoledì 26 Ottobre presso la sede Confesercenti Toscana di Via Pistoiese a Firenze.

 

I gestori che hanno partecipato all’assemblea, convocata per un aggiornamento  dell’andamento delle trattative a livello nazionale,  sono stati informati da Stefanelli del cambio di proprietà della rete in Regione.

 

La relazione ha quindi toccato i temi al centro del confronto con l’azienda a livello nazionale.

 

Durante gli interventi sono stati chiesti chiarimenti sulla nuova società che ha ufficializzato l’acquisto della rete a marchio ESSO della Toscana, ovvero la  “Petrolifera Adriatica”,  con sede amministrativa a Senigallia (AN).

 

La linea comune degli interventi è stata “poco importa di chi è la proprietà dell’impianto e/o del marchio, l’ importante  è  che sia garantito, per chi ha rapporti di comodato, la continuità economico-normativa e, dunque, il mantenimento della correttezza imprenditoriale e la garanzia degli accordi economici; e soprattutto il rispetto e la dignità tra le parti, cosa che fino ad oggi ha contraddistinto la rete Esso anche rispetto ad altre Società del settore”.

 

“Se ESSO ha deciso di uscire dal mercato italiano - è stato affermato - avrà le sue buone ragioni e i propri interessi a farlo.” I gestori a marchio hanno espresso il proprio rammarico e il proprio disappunto per tale scelta, anche in considerazione del fatto che non è stata valutata, e neanche presa in considerazione,  l’ipotesi di cessione degli impianti ai gestori stessi, in ragione di una vita dedicata al marchio, del proprio attaccamento, della professionalità acquisita.

 

L’auspicio è che chi subentra sappia mantenere alto il prestigio della compagnia e coltivare correttamente i rapporti con la categoria e con i suoi rappresentanti.

 

Il comitato di colore ESSO della Toscana è un vanto della Confesercenti regionale e vuole continuare ad esprimere l’opinione dei gestori a marchio e ad essere sempre il punto di riferimento della categoria. Una categoria che si è dovuta conquistare tutto, dagli orari ai margini, alla contrattualistica, ai fitti passivi adeguati all’effettivo lavoro, oltre alle tante altre battaglie il cui elenco sarebbe lungo da ricordare.

 

Mai nessuno ha regalato niente ai gestori, la matrice è stata sempre la stessa: lotte sindacali e tanto sacrificio personale.

Il comitato di colore Esso Toscana, alla vecchia e nuova proprietà, per le loro reciproche competenze, rammenta l’importanza per la categoria di rinnovare il contratto economico scaduto, sottolineando che le bozze di intese presentate fino ad oggi dalla compagnia; rispetto alle richieste sindacali, sono ancora troppo distanti, anzi sono peggiorative di quelle attuali.

 

E’ giusto ricordare che la categoria, ben consapevole di come evolve il mercato della distribuzione dei carburanti, non chiede l’impossibile, ma un giusto riconoscimento economico per il lavoro svolto e per le spese di gestione costantemente in aumento, basti pensare a quelle bancarie, alla nettezza urbana, alle acque di prima pioggia ecc.

 

L’immagine del gestore in attesa del cliente, svogliato e spento, seduto su una sedia vicino alle pompe di benzina vecchie e rugginose, lasciamola ai vecchi film americani. La nostra storia è ben diversa e perché no, migliore e più professionale e qualificante. E’ questa la prospettiva che ci interessa e ci auguriamo interessi, anche, alla proprietà per il prossimo futuro, nell’ambito della speciale normativa di settore che privilegia e vincola le parti -titolari di autorizzazioni e gestori- a diritti e doveri.

La Toscana e lo sviluppo del turismo

Le idee per il futuro

In Toscana, nel 2015, sono state registrate oltre 44,7 milioni di presenze turistiche ufficiali (in realtà, come è noto, le presenze effettive sono circa il doppio), il 53,94% delle quali dovute a stranieri. Rispetto a cinque anni prima (2011), sia le presenze che la percentuale di stranieri sono aumentati, mentre la durata media del soggiorno, 3,47 notti, si è leggermente ridotta.

Per quanto riguarda i primi nove mesi dell’anno si registra un incremento complessivo delle presenze attorno al 3%, rispetto al 2015, nonostante i mesi di Maggio e Giugno non siano stati positivi.

Nonostante i dati positivi, non è il caso di dormire sugli allori: le prestazioni vanno collocate nel contesto globale nel quale il turismo ormai si muove, e rispetto ad esso misurate. Se confrontiamo i nostri risultati con quelli medi europei e mondiali, l’ottimismo purtroppo diminuisce.

Secondo il World Travel & Tourism Council:

Il contributo diretto del turismo al PIL, in Italia, nel 2015 è valutato in 68,8 miliardi di euro (la Toscana concorre con circa 9 miliardi, circa il 13%), il 4,2% del totale e si prevede una ulteriore crescita del 2,1% nel 2016, a fronte di una stima di crescita del PIL nazionale dello 0,8%;

In Europa il contributo diretto è del 3,5%, ma per il 2016 si prevede una crescita del 2,9%. A livello medio mondiale, il contributo diretto è del 3%, ma per il 2016 si prevede una crescita del 3,3%.

Per quanto riguarda le previsioni di crescita del comparto a lungo termine (2016 – 2026); il nostro Paese, in Europa, pare inserito in un trend positivo, ma sempre dietro Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia e Spagna. A livello mondiale si attesta intorno alla 170 esima posizione.

In sostanza il turismo italiano (ed anche toscano) cresce quasi tre volte di più del PIL nazionale, ma cresce meno della media europea e della media mondiale del comparto.

E' evidente che abbiamo qualche problema di competitività del sistema!

Questi dati confermano la mancanza di una visione strategica per lo sviluppo del comparto, sia a livello nazionale che regionale.

L'importanza del turismo per l’economia toscana ci impone di pretendere dal Governo regionale l'adozione di una strategia pluriennale di sviluppo per il comparto.

La forza della nostra regione, oltre che nello straordinario patrimonio artistico-culturale-ambientale, sta nella identità dei territori e nella grande diversificazione dell'offerta ricettiva. Confesercenti ritiene che questo patrimonio debba essere preservato e valorizzato:

a) definendo nel Testo Unico in elaborazione, norme equilibrate che agevolino lo sviluppo di tutte le tipologie ricettive e dei servizi turistici;

b) adottando strumenti operativi che agevolino l'accesso al credito particolarmente per le tipologie di imprese in difficoltà, per le quali sono richiesti interventi di innovazione e riorganizzazione.

Alcune aree ed in particolare la montagna e le due città termali, richiedono l'adozione di interventi di sostegno straordinari.

Per le città d’arte è indispensabile accentuare l’attenzione sulle località “minori”, insistendo sul percorso di selezione della domanda, unica strada a disposizione per mantenere l’identità di quei luoghi e con essa una redditività adeguata per le imprese.

Per visualizzare la versione integrale del documento sul Turismo in Toscana -->>https://goo.gl/gVoBtB

 

 

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